mercoledì 8 gennaio 2014

4.

Siamo tornati in questo paese. In questa agrodolce terra che è una benedizione e una maledizione. Siamo tornati qua, e sono a chilometri da casa. 

E tenere la mente lontana da alcuni pensieri è difficile, più che altro perchè le cose non sono chiare. Sto parlando di una persona che mi ha fatto passare delle vacanze di Natale che non mi aspettavo. Sono state fantastiche. Un modo per stare bene e parlare del più e del meno, anche se cercavo di scappare per paura. Ma io ricordo tutto e a volte capita di perdermi nel ricordo di un abbraccio, dal primo a pesce all'ultimo davanti alla stazione. E poi ci sono i baci, i lividi, le nottate assieme. Il fatto è che mi rendo conto che tutto ciò mi fa stare bene. E forse sarei disposta a sfidare la distanza e a batterla. Anche se fa paura. Ma d'altra parte se non provo non lo so. 

Ho anche paura di aver definitivamente fottuto tutto, perchè che brava che sono io a accartocciare i fogli. Che brava che sono. 

Mi rendo conto di non avere diritti. 

Mi rendo conto che questa è una cosa di poter dire che, però, voglio. Egoisticamente, ma forse sono egoista a questo punto. 

Sto passando laghetti, prati infiniti, e presto raggiungerò la metropoli. Presto sarò immersa nella frenesia che le appartiene. Ma voglio tornare presto. 

Voglio permettermi di essere felice, per una volta. La domanda è se mi sarà permesso di permettermelo ora. 

Lontano chilometri. Eppure è solo un'ora e mezza di volo. E ormai sarei spesso a casa. Si può fare, me lo dico. 

Magari la vagabonda si sta sedimentando nel cuore di qualcuno. Più che altro potrebbe essere finalmente qualcuno che ci tiene. 

Possiamo permettercela questa felicità? 

Chissà. 


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