lunedì 3 febbraio 2014

15.

Tutto questo è cosí inaspettato. È inaspettato che io sia felice, e la casualità con la quale semplicemente ci siamo conosciuti e abbiamo scoperto che parte dei nostri bordi frastagliati poteva coincidere è incredibile. Non sono il tipo di persona sdolcinata, come ho già scritto non amo questo genere di cose, però non posso negare che un po' mi manchi. Mi manca già il tuo accento, il modo gentile in cui mi guardi e mi parli. E semplicemente ho voglia di vederti e stare con te, cosí, tanto per. 
Parlare di te alla mia migliore amica è atato un grande passo avanti. Mi sembra ancora inpossibile che quando la gente ti nomina per chiedere di te, stupidamente, mi si spiaccica un sorriso in faccia. Davvero, è stupido, ma non posso farne a meno. E non posso fare a meno di dirmi che probabilmente non ti merito, perchè non lo so, mi sembri troppo. Eppure chissà. Non voglio cadere in nessun gioco. 

La mattinata passata a cucinare un apple pie aspettando una migliore amica perennemente in ritardo. Lavarr i piatti, parlare, ascoltare musica, aggiornarci su quel poco tempo che abbiamo e poi a scolarr lmacqua delle melendalla torta come due povere sceme. Un pomeriggio che mi fa capire perchè non potrei mai tornare a vivere a casa. Una serata incredibilmente stanca a guardare serie tv sotto una coperta, un po' come una volta. Mi dispiace sempre doverla lasciare qua. 

Un amico vuole salirmi a trovare a Londra, ma non sono sicura di volerlo. Innanzitutto mi occuperebbe tempo, devo concentrarmi su lezioni ed esami, devo vedere lui, volio uscire, devo lavorare e non posso dare nulla per scontato. Non posso. Che peso, che peso davvero a volte essere gentile e non sapere dire di no. Domani è l'ultimo giorno a casa. 

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